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Teatro Romano di Catania
Quello che é il piú antico teatro di Catania si trova racchiuso e seminascosto da edifici ottocenteschi nel cuore del centro storico cittadino e si mostra agli occhi del visitatore quasi inaspettatamente, non appena viene varcato l´ingresso del palazzo situato al n. 266 di via Vittorio Emanuele.
Il suo aspetto attuale risale all´etá romana (II sec d.C), ma il monumento era stato eretto su un preesistente teatro di epoca greca di cui oggi non restano piú tracce, che sorgeva sul fianco meridionale dalla collina Montevergine, l´antica acropoli della cittá: fu all´interno di questo teatro greco che il condottiero ateniese Alcibiade indisse una grande assemblea cittadina per esortare gli abitanti di Catania ad allearsi con lui contro Sparta e contro Siracusa, durante la guerra del Peloponneso.
Dopo la fine dell´impero romano l´edificio decadde, i marmi che lo decoravano vennero utilizzati per la costruzione della cattedrale di Sant´Agata e poco per volta fu ricoperto da altri fabbricati.
Bisognerá attendere il XVIII secolo e gli scavi archeologici voluti e diretti dal principe Ignazio Paternó di Biscari, perché questi fabbricati costruiti all´interno del teatro fossero abbattuti, consentendo al monumento di riacquistare almeno parzialmente la sua forma originale.
Del teatro romano, di circa 80 metri di diametro e con una capienza di circa 7.000 spettatori, oggi si conservano la cavea (ossia la gradinata), l´orchestra e alcune parti della scena: non é difficile immaginarlo come doveva essere in tutta la sua eleganza, ornato da statue, nicchie e colonne, e impreziosito dall´alternanza cromatica del bianco e del nero nei sedili in marmo e nelle scale in pietra lavica che salivano lungo la gradinata separandola in settori.
Lo spazio antistante la scena é attualmente sommerso dalle acque dell´Amenano, il fiume coperto dall´eruzione del 1669 e che da allora scorre sotterraneo, le cui acque in etá romana erano convogliate nel teatro per consentire spettacoli con giochi d´acqua e per muovere gli ingranaggi meccanici delle scenografie.
Sul lato ovest dell´edificio si trova l´Odeon, un teatro piú piccolo, pure di epoca romana.
L´Odeon, capace di contenere fino a 1500 spettatori, era dedicato a spettacoli musicali, alla danza, al canto e forse veniva usato anche per le prove degli spettacoli che si tenevano nel vicino teatro. All´esterno si caratterizza per una successione continua di aperture ad arco con un raro elemento architettonico: un architrave retto in blocchi squadrati in pietra lavica posti piú in basso dell´imposta dell´arco, privo di una funzione portante e quindi elemento decorativo di straordinaria originalitá.


Teatro Romano di Catania
Quello che é il piú antico teatro di Catania si trova racchiuso e seminascosto da edifici ottocenteschi nel cuore del centro storico cittadino e si mostra agli occhi del visitatore quasi inaspettatamente, non appena viene varcato l´ingresso del palazzo situato al n. 266 di via Vittorio Emanuele.
Il suo aspetto attuale risale all´etá romana (II sec d.C), ma il monumento era stato eretto su un preesistente teatro di epoca greca di cui oggi non restano piú tracce, che sorgeva sul fianco meridionale dalla collina Montevergine, l´antica acropoli della cittá: fu all´interno di questo teatro greco che il condottiero ateniese Alcibiade indisse una grande assemblea cittadina per esortare gli abitanti di Catania ad allearsi con lui contro Sparta e contro Siracusa, durante la guerra del Peloponneso.
Dopo la fine dell´impero romano l´edificio decadde, i marmi che lo decoravano vennero utilizzati per la costruzione della cattedrale di Sant´Agata e poco per volta fu ricoperto da altri fabbricati.
Bisognerá attendere il XVIII secolo e gli scavi archeologici voluti e diretti dal principe Ignazio Paternó di Biscari, perché questi fabbricati costruiti all´interno del teatro fossero abbattuti, consentendo al monumento di riacquistare almeno parzialmente la sua forma originale.
Del teatro romano, di circa 80 metri di diametro e con una capienza di circa 7.000 spettatori, oggi si conservano la cavea (ossia la gradinata), l´orchestra e alcune parti della scena: non é difficile immaginarlo come doveva essere in tutta la sua eleganza, ornato da statue, nicchie e colonne, e impreziosito dall´alternanza cromatica del bianco e del nero nei sedili in marmo e nelle scale in pietra lavica che salivano lungo la gradinata separandola in settori.
Lo spazio antistante la scena é attualmente sommerso dalle acque dell´Amenano, il fiume coperto dall´eruzione del 1669 e che da allora scorre sotterraneo, le cui acque in etá romana erano convogliate nel teatro per consentire spettacoli con giochi d´acqua e per muovere gli ingranaggi meccanici delle scenografie.
Sul lato ovest dell´edificio si trova l´Odeon, un teatro piú piccolo, pure di epoca romana.
L´Odeon, capace di contenere fino a 1500 spettatori, era dedicato a spettacoli musicali, alla danza, al canto e forse veniva usato anche per le prove degli spettacoli che si tenevano nel vicino teatro. All´esterno si caratterizza per una successione continua di aperture ad arco con un raro elemento architettonico: un architrave retto in blocchi squadrati in pietra lavica posti piú in basso dell´imposta dell´arco, privo di una funzione portante e quindi elemento decorativo di straordinaria originalitá.