IL SUONO DEL PIANOFORTE

NEL REPERTORIO DA J.S. BACH A OGGI

MASTERCLASS D’INTERPRETAZIONE PIANISTICA 

7-8-9 Febbraio 2022

5 febbraio Concerto dei partecipanti

Come il suono cambia a seconda dei differenti periodi storici e delle diverse aree geografiche.

Si tratta di un  percorso che affronterà sia nella teoria che nella prassi esecutiva le problematiche connesse al suono dell’interprete.

Oggi che la filologia occupa un posto molto importante nel panorama musicale, spesso ci ritroviamo ad ascoltare pianisti il cui stile e soprattutto il cui approccio al suono è alquanto omologato.

Credo sia necessario e affascinante scoprire come rendere il suono di Bach, per esempio, in un periodo in cui il pianoforte non era ancora nato.

E come affrontare Mozart col suo particolare tocco, frutto di un’accurata ricerca sugli strumenti d’epoca e sulla relativa prassi esecutiva.

Allo stesso modo accade con Beethoven e l’evoluzione del suono attraverso le sonate, il periodo romantico caratterizzato da una nuova tecnica per sviluppare un modo diverso di concepire il pianoforte e il tocco cantante.

Per arrivare poi agli autori francesi del periodo così detto Impressionista dove cambia ancora la concezione del tocco e si fa più complessa, sia per un uso sofisticato del pedale che per il suono sempre meno definito, dove si sfalda completamente l’idea della melodia accompagnata.

La musica del novecento russo e anche italiano si veste degli accenti della macchina che impera nella nascente società industriale e della guerra, che funesterà la vita di ogni uomo e di cui i pianisti compositori dell’epoca si faranno portavoce attraverso un’idea di suono più secco e meno allusivo, più percussivo e meno cantante.

Sono ammessi alla masterclass allievi di ogni livello che vogliano approfondire in questo senso il repertorio studiato o in fase di studio.

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